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Lidia Fridman

Votata per indole, strumento vocale e figura scenica ad incarnare le grandi protagoniste del Belcanto, il ventitreene soprano Lidia Fridman ha incominciato quest’anno a segnalarsi all’attenzione della critica e del pubblico per la sua estrema musicalità e la sua magnetica presenza scenica.

Nata nel 1996 a Samara (Federazione Russa), compie i suoi primi studi all’Istituto di Musica ed alla Scuola d’Arte della sua città frequentando anche corsi di perfezionamento all’Accademia Elena Obraztsova a San Pietroburgo.

Nel 2015 si trasferisce in Italia, si diploma con lode al Conservatorio di Udine sotto la guida di Domenico Balzani, sta terminando l’iter accademico al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia sotto la guida di Stefano Gibellato mentre la sua preparazione tecnico-interpretativa è seguita dal soprano Paoletta Marrocu.

Ha ricevuto prestigiose borse di studio nel suo Paese ed è risultata vincitrice di premi in numerosi Concorsi Internazionali.

Compie le sue prime esperienze professionali nelle regioni venete. In ambito concertistico, oltre ad esibizioni con svariate formazioni orchestrali in Regione, ricordiamo uno Stabat Mater di Pergolesi a Pordenone con repliche in diverse chiese friulane mentre in ambito lirico i debutti come Donna Eleonora in Prima la musica poi le parole a Pordenone e come Contessa ne Le nozze di Figaro in un tour nato all’Accademia Lirica Santa Croce di Trieste e proseguito in varie piazze italiane e russe.

Nel 2019, nell’ambito della collaborazione fra il Benedetto Marcello e La Fenice, debutta al Teatro Malibran di Venezia come protagonista della prima esecuzione moderna di La Statira di Albinoni diretta dai suoi docenti Francesco Erle e Francesco Bellotto.

In estate partecipa all’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca dove si esibisce nei ‘Concerti del sorbetto’, nel Requiem di Brahms e dove debutta, sostituendo all’ultimo momento la protagonista indisposta, nella Prima contemporanea dell’Ecuba di Nicola Manfroce, settecentesco genio musicale calabrese scomparso a soli 22anni, nella produzione di Pier Luigi Pizzi sotto la guida di Sesto Quatrini, dove riscuote unanimi consensi sia dalla critica che dal pubblico. La serata è stata trasmessa in diretta radio e in differita su Rai5.

In settembre un nuovo debutto in un ruolo protagonista, a Palazzo Liviano di Padova nella rappresentazione semiscenica di Dido and Aeneas, a cui segue un concerto col Trio ‘G. De Vito’ a Palazzo Cavanis di Venezia nell’ambito della Biennale con musiche di Marco Sinopoli e di Bernstein.

E, come conclusione di questo suo primo anno costellato di Primedonne e riscoperte, ha vestito nell’ambito del Festival Donizetti Opera i panni protagonistici di Sylvia de Linares nel cantiere del restaurando Teatro Donizetti per la prima mondiale in forma scenica dell’inedito donizettiano L’Ange de Nisida nel mirabolante spettacolo di Francesco Micheli diretto da Jean-Luc Tingaud.

Per il prossimo futuro il debutto come protagonista in Lucrezia Borgia a Trieste e numerosi progetti in cantiere, dei quali possiamo già annunciare il ritorno al Festival della Valle d’Itria, nuovamente eroina protagonista di una rarità belcantistica.

Gennaio 2020

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